Cosa sono i buoni fruttiferi postali
I buoni fruttiferi postali (BFP) sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), società controllata dal MEF, e distribuiti in esclusiva da Poste Italiane negli uffici postali, sul sito e in app. Sono garantiti dallo Stato italiano. La raccolta finanzia l'attività di CDP, in particolare i prestiti a enti locali e gli investimenti infrastrutturali.
Le caratteristiche comuni sono:
- nessuna commissione di sottoscrizione o rimborso;
- valore che non oscilla: non sono negoziati in Borsa e non risentono dei movimenti dei tassi di mercato dopo la sottoscrizione;
- rimborso in qualsiasi momento del capitale, con gli interessi maturati secondo le tabelle;
- interessi capitalizzati, pagati in un'unica soluzione al rimborso, nella maggior parte delle tipologie;
- sottoscrizione da importi bassi, in genere a partire da 50 euro.
Le principali tipologie
L'offerta di Poste cambia nel tempo: alcune tipologie restano stabili, altre sono offerte per periodi limitati. Le famiglie più diffuse sono:
| Tipologia | Durata | Come maturano gli interessi |
|---|---|---|
| Buono ordinario | 20 anni | Tasso crescente nel tempo, interessi capitalizzati |
| Buono 3x4 | 12 anni | Interessi riconosciuti al termine di ogni triennio, con tasso crescente |
| Buono 4x4 | 16 anni | Interessi riconosciuti al termine di ogni quadriennio |
| Buono dedicato ai minori | Fino ai 18 anni del minore | Tasso crescente con l'età; rimborso al compimento della maggiore età |
| Buoni a breve-medio termine | Da 2 a 5 anni circa | Rendimento prefissato a scadenza; condizioni variabili per emissione |
Tassi e condizioni di ciascuna serie sono riportati nel foglio informativo disponibile presso Poste e sul sito di CDP. Il rendimento vale per tutta la durata del buono sottoscritto, anche se nel frattempo Poste lancia nuove serie con tassi diversi.
Esempio di calcolo
Ipotizziamo un buono ipotetico da 10.000 euro con tasso annuo composto del 3,00% per 10 anni:
- Montante lordo: 10.000 × 1,0310 ≈ 13.439 €.
- Interessi lordi: 3.439 €.
- Imposta 12,5%: circa 430 €, trattenuta al momento del rimborso.
- Importo netto: circa 13.009 €, pari a un rendimento netto composto di circa il 2,7% annuo.
Se lo stesso buono fosse rimborsato dopo 3 anni e mezzo, si riceverebbero capitale e interessi maturati secondo la tabella della serie, che per molte tipologie riconosce gli interessi solo per periodi interi (per esempio a fine anno o a fine triennio).
Tassazione, bollo, successione e ISEE
- Aliquota del 12,5% sugli interessi, applicata da Poste al rimborso.
- Imposta di bollo: esenzione se il valore di rimborso complessivo dei buoni dello stesso intestatario non supera 5.000 euro; oltre, 0,20% annuo, addebitato al rimborso.
- Imposta di successione: i buoni sono esclusi dall'attivo ereditario.
- ISEE: esclusi fino a 50.000 euro complessivi insieme a titoli di Stato e libretti postali, in base alla Legge di Bilancio 2024.
Le regole comuni a tutti i titoli pubblici sono nella pagina sulla tassazione dei titoli di Stato.
Buoni postali e BTP a confronto
| Aspetto | Buoni fruttiferi postali | BTP |
|---|---|---|
| Emittente | Cassa Depositi e Prestiti, con garanzia dello Stato | Repubblica Italiana (MEF) |
| Dove si comprano | Solo Poste Italiane | Banche, Poste, broker |
| Prezzo | Fisso, non quotato | Variabile sul mercato |
| Uscita anticipata | Rimborso a capitale + interessi da tabella | Vendita al prezzo di mercato (guadagno o perdita) |
| Interessi | Capitalizzati, pagati al rimborso | Cedole semestrali |
| Commissioni | Nessuna | Secondo intermediario (nessuna nei collocamenti retail) |
| Fiscalità | 12,5%, esente successione | 12,5%, esente successione |
La differenza principale riguarda la liquidabilità: il buono postale offre un rimborso a valore certo in ogni momento, mentre un BTP venduto prima della scadenza realizza il prezzo di mercato. In cambio il BTP paga cedole periodiche e può essere scelto tra un'ampia gamma di scadenze. Le differenze di rendimento tra i due strumenti variano nel tempo e vanno confrontate a parità di durata.
Buoni cartacei e dematerializzati
Oggi i nuovi buoni sono emessi prevalentemente in forma dematerializzata, cioè registrati su un libretto o un conto BancoPosta. Esistono ancora molti buoni cartacei emessi in passato: le condizioni di rimborso sono quelle stampate sul titolo e nelle tabelle della serie, e le serie più vecchie possono essere già scadute o prossime alla prescrizione. Per verificare il valore di un buono cartaceo è possibile rivolgersi a un ufficio postale.
Come si sottoscrivono e si rimborsano
I buoni si sottoscrivono negli uffici postali o online, se si dispone di un libretto di risparmio postale o di un conto BancoPosta. La forma dematerializzata li registra direttamente sul libretto o sul conto: non c'è un documento fisico da conservare e cedole e rimborsi non richiedono passaggi allo sportello.
I buoni possono essere cointestati. Con la clausola pari facoltà di rimborso (PFR) ciascun cointestatario può chiedere il rimborso anche da solo; senza questa clausola serve la firma di tutti, il che può complicare il rimborso, ad esempio in caso di decesso di uno degli intestatari.
Il rimborso anticipato si richiede allo sportello o online e l'accredito avviene sul libretto o sul conto collegato. L'importo è calcolato secondo le tabelle della serie, al netto delle imposte.
Rimborso anticipato: un esempio numerico
Consideriamo un buono ipotetico a 12 anni che riconosce gli interessi solo alla fine di ogni triennio, con rendimenti cumulati lordi del 7% dopo 3 anni e del 15% dopo 6 anni. Su 10.000 euro sottoscritti:
- rimborso dopo 2 anni e 11 mesi: si riceve solo il capitale, 10.000 euro;
- rimborso dopo 3 anni: 10.700 euro lordi, cioè 10.612,50 euro netti;
- rimborso dopo 5 anni: si riceve quanto maturato al terzo anno, perché il secondo triennio non è concluso.
Per questo tipo di buoni la scelta del momento di rimborso incide sul rendimento effettivo. Le tabelle ufficiali di ogni serie indicano gli importi rimborsabili per ciascun periodo.
Domande frequenti
I buoni fruttiferi postali sono titoli di Stato?
Non in senso stretto: sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti, non dal MEF. Godono però della garanzia dello Stato italiano e sono equiparati ai titoli di Stato ai fini fiscali, con aliquota del 12,5% ed esenzione dall'imposta di successione.
Si possono riscuotere i buoni postali prima della scadenza?
Sì, in qualsiasi momento, ottenendo il capitale più gli interessi maturati secondo le tabelle del foglio informativo. Per molte tipologie, se il rimborso avviene nei primi mesi o prima della fine di un periodo di maturazione, gli interessi sono ridotti o nulli.
I buoni postali pagano il bollo?
Sono esenti dall'imposta di bollo se il valore complessivo di rimborso dei buoni intestati allo stesso soggetto non supera 5.000 euro. Oltre tale soglia si applica lo 0,20% annuo.
Cosa succede ai buoni postali scaduti?
Dopo la scadenza i buoni non producono più interessi. Il diritto al rimborso si prescrive in 10 anni dalla scadenza: superato questo termine il rimborso non può più essere richiesto.
Approfondimenti
- BTPCedola fissa semestrale, scadenze da 2 a 50 anni: meccanismi, prezzo, rateo ed esempio numerico.
- TassazioneAliquota 12,5%, minusvalenze, bollo, successione e ISEE con esempi di calcolo.
- BTP ValoreCedole step-up e premio fedeltà: meccanismo, emissioni 2026 e BTP Valore Insieme.
- BOTTitoli zero coupon fino a 12 mesi: asta, scarto di emissione, rendimento netto e commissioni.
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