Grafico del titolo Interpump
Cosa fa Interpump
Interpump nasce nel 1977 a Sant'Ilario d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, per iniziativa di Fulvio Montipò, con l'idea di produrre pompe a pistoni compatte per idropulitrici. Quotata in Borsa dal 1996, è cresciuta con decine di acquisizioni in Italia e all'estero fino a diventare un gruppo con stabilimenti in Europa, Nord America, Asia e Sud America.
Il business è organizzato in due settori:
- Water (Water Jetting) – pompe a pistoni ad alta e altissima pressione, sistemi di idropulizia industriale (con la tedesca Hammelmann), omogeneizzatori e componenti per l'industria alimentare, chimica e farmaceutica. È il settore storico e quello con i margini più alti.
- Olio (Hydraulics) – prese di forza, cilindri, valvole e distributori (tra cui Walvoil), tubi e raccordi, riduttori. I clienti sono costruttori di camion, macchine agricole, macchine movimento terra e sollevamento.
L'oleodinamica vale circa due terzi dei ricavi, ed è quindi il settore che più determina l'andamento ciclico del gruppo.
Come guadagna: crescita organica, margini e acquisizioni
Il modello Interpump combina nicchie industriali in cui il gruppo ha quote di mercato elevate con una strategia sistematica di acquisizioni di aziende di piccola e media dimensione, spesso familiari, integrate nella rete produttiva e commerciale. Le metriche da leggere nei conti:
- Crescita organica – separa la dinamica dei mercati finali dall'effetto delle acquisizioni. Per il 2026 la guidance indica una variazione organica dei ricavi tra -2% e +3%; nel primo semestre 2026 i ricavi sono stati circa 1.086 milioni di euro (+0,9%, +0,7% organico).
- Margine EBITDA – storicamente sopra il 20% dei ricavi, un livello elevato per la componentistica. Nel secondo trimestre 2026 è stato del 22,9% (23,8% un anno prima).
- Conversione in cassa – il free cash flow finanzia acquisizioni, buyback e dividendo; il rapporto debito netto/EBITDA indica quanto spazio resta per nuove operazioni.
- Mix tra settori – nel secondo trimestre 2026 il Water Jetting ha registrato un calo del 12,5%, legato soprattutto al confronto con un ordine molto grande di Hammelmann nel primo semestre 2025, mentre l'oleodinamica ha tenuto.
La domanda di oleodinamica segue il ciclo dei veicoli industriali e delle macchine agricole e da costruzione, con fasi di riduzione delle scorte presso i clienti che possono pesare sulla crescita organica anche per diversi trimestri.
Dividendo Interpump
Interpump distribuisce un dividendo annuale, con stacco in primavera dopo l'approvazione del bilancio. L'importo per azione è storicamente contenuto e il rendimento da dividendo è inferiore alla media di Piazza Affari: il gruppo preferisce reinvestire la cassa in acquisizioni e in riacquisti di azioni proprie, che utilizza anche come moneta di scambio nelle operazioni di M&A.
Sul dividendo una persona fisica residente in Italia paga il 26%; vedi la guida su come funzionano i dividendi e il calcolatore dei dividendi.
Azionariato e governance
Il primo azionista è Gruppo IPG Holding, veicolo che fa capo al fondatore e ad altri soci storici, con una quota di minoranza rilevante; il resto del capitale è flottante e in mano soprattutto a investitori istituzionali. Fulvio Montipò è presidente esecutivo, mentre Fabio Marasi è amministratore delegato e ha guidato le conference call sui risultati 2026. La successione manageriale rispetto al fondatore è uno dei temi di governance seguiti dal mercato.
Come leggere i conti di Interpump
Poiché il gruppo compra regolarmente aziende, la crescita dei ricavi riportata può essere molto diversa da quella organica. Un esempio tipico: un anno con ricavi totali in aumento ma crescita organica negativa significa che le acquisizioni hanno compensato un calo della domanda sui mercati finali. Per questo nei comunicati è utile leggere separatamente tre componenti:
- variazione organica, cioè a perimetro e cambi costanti;
- effetto perimetro, dovuto alle società acquisite negli ultimi dodici mesi;
- effetto cambi, rilevante per le vendite in dollari e in altre valute.
Lo stesso vale per i margini: le aziende acquisite hanno spesso redditività inferiore a quella media del gruppo e la avvicinano solo dopo l'integrazione. Un calo del margine EBITDA nell'anno di un'acquisizione può quindi dipendere dal mix e non da un peggioramento del business esistente. Sul fronte finanziario, il rapporto tra debito netto ed EBITDA e la generazione di free cash flow indicano quanto spazio resta per nuove operazioni senza ricorrere al mercato. Per un inquadramento generale vedi la guida all'analisi fondamentale e quella sul rapporto prezzo/utili.
Fattori da monitorare
Fattori positivi
- Ripresa del ciclo dei veicoli industriali e delle macchine agricole dopo la fase di destoccaggio.
- Nuove acquisizioni, che storicamente hanno sostenuto la crescita complessiva.
- Applicazioni ad alta pressione in settori meno ciclici (alimentare, farmaceutico, pulizia industriale).
Fattori di rischio
- Ciclicità della domanda di oleodinamica e dipendenza da pochi grandi mercati finali.
- Dazi e cambi: una quota importante dei ricavi è in Nord America e in valute diverse dall'euro.
- Integrazione delle acquisizioni e rischio di pagare multipli elevati.
- Successione e continuità della strategia dopo la lunga guida del fondatore.
Confronto con i concorrenti
I concorrenti diretti di Interpump sono quotati all'estero (Parker-Hannifin, Bosch Rexroth è parte di un gruppo non quotato). A Milano il confronto più utile è con altre società industriali di componentistica: Carel (controlli per HVAC e refrigerazione, anch'essa nello STAR), Brembo per la componentistica legata ai veicoli, Iveco come esempio di cliente nel mondo dei veicoli industriali, Danieli e Prysmian tra i gruppi industriali globali. Le altre società sono nel settore industria.
Dati finanziari di Interpump
Il pannello riporta i principali dati di bilancio e gli indicatori di valutazione di Interpump (ricavi, margini, utile per azione, rapporti come P/E e P/B), aggiornati automaticamente da TradingView. Per il significato degli indicatori vedi le guide su rapporto prezzo/utili e analisi fondamentale.
Domande frequenti
Interpump fa parte del FTSE MIB?
A ottobre 2026 no: il titolo è nel FTSE Italia Mid Cap e nel FTSE Italia STAR. Nella revisione di giugno 2026 Interpump figurava nella lista di riserva del FTSE MIB, cioè tra i candidati a un eventuale ingresso.
Che cosa produce Interpump?
Due famiglie di prodotti: pompe a pistoni ad altissima pressione e sistemi di idropulizia industriale (settore Water) e componenti oleodinamici come prese di forza, cilindri, valvole, distributori e tubi per veicoli industriali e macchine operatrici (settore Olio).
Interpump paga il dividendo?
Sì, una volta l'anno, con stacco in primavera dopo l'assemblea di bilancio. Storicamente il payout è basso: il gruppo destina la maggior parte della cassa ad acquisizioni e al riacquisto di azioni proprie.
Chi controlla Interpump?
Il primo azionista è Gruppo IPG Holding, la holding che fa capo al fondatore Fulvio Montipò e ad altri soci storici, oggi presidente esecutivo. Il resto del capitale è in larga parte flottante.
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Contenuto a scopo educativo e informativo. Questa scheda su Interpump descrive la società e il funzionamento del titolo: non è consulenza finanziaria o raccomandazione personalizzata, né sollecitazione all'acquisto o alla vendita di strumenti finanziari. Quotazioni e dati di mercato possono essere differiti. Consulta il disclaimer e la metodologia.